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Superare la fase di crisi di un azienda e riapartire con successo

idee per vincere la crisi

Superare la fase di crisi di un azienda e riapartire con successo

Parlando con molti imprenditori appartenenti a differenti settori, nonchè titolari di aziende di varie dimensioni, il denominatore comune di molti dei discorsi, perlomeno nell’80% dei soggetti, è incentrato su come superare questa fase di crisi e come rilanciare la propria attività.

Effettivamente, esiste un problema generale che è dato da una situazione globale e nazionale che il singolo imprenditore, può solo subire e quindi, su questo aspetto, non può farci nulla!
Ciò di cui vogliamo invece parlare, riguarda le iniziative che un imprenditore può e deve attuare per rilanciare la propria attività e riorganizzare il proprio business per superare questa situazione di impasse.

Superare la crisi: le idee per vincere la crisi.

Una frase che ricorre spesso è:
“sino a quattro/cinque anni fa, la mia azienda era in attivo, gli ordini giungevano continuamente e le entrate seguivano a ruota.’
Poi, all’improvviso, gli ordini si sono interrotti e conseguentemente, anche le entrate si sono fermate!”

Che cosa è successo? E che cosa l’imprenditore sta facendo per cambiare le cose?

Questi imprenditori che sino ad un anno prima gestivano fiorenti imprese, ora si trovano ad amministrare una situazione allarmante.
La prima reazione che l’imprenditore ha in questi casi, è la paura!
Un senso di insicurezza che travolgendo quelle vecchie certezze che erano i cardini di un equilibrio aziendale ed anche personale, spesso, non permette di mettere in atto iniziative o contromosse e riduce le imprese e gli imprenditori in uno stato di ‘paralisi’, significa cioè che non si sa cosa fare e neppure quale iniziativa intraprendere.
Infatti, la reazione tipica maggiormente diffusa, è quella di attendere.
Cioè, aspettare che qualcosa cambi, che il tutto torni come prima o meglio si SPERA…
Al di là della situazione globale su cui nulla il singolo imprenditore può fare, occorre scuotersi e prendere atto che attualmente è in corso una fase di riassestamento globale che interessa ogni ambito economico e che comunque, alla fine di questo processo (questa fase di crisi), gli equilibri presenti e quindi gli assetti, non saranno più come erano nella fase precedente alla crisi.
Occorre quindi sin da subito, mettere in atto delle strategie per riuscire a traghettare il nostro business in questa fase!
E quindi, agire immediatamente seguendo un piano per uscire dal tunnel senza aspettare per forza che dall’esterno si sblocchino le cose.

Uscire dalla crisi: cosa fare?

Il primo effetto della crisi sull’impresa, è quello del calo del lavoro (cioè minori commesse che arrivano all’impresa) e conseguentemente, anche crollo degli incassi a causa della riduzione del lavoro e delle difficoltà dei clienti a far fronte ai pagamenti.
L’azienda, si trova pertanto a dover fronteggiare una serie di uscite costanti che derivano dai costi fissi mensili, dalle spese straordinarie e dagli investimenti che ha attualmente in corso.
All’inizio, ancora scioccato dalla crisi, l’imprenditore non prende nessuna decisione semplicemente perché non è abituato a gestire una situazione simile.
Per anni, ha passato il suo tempo a produrre, sviluppare, crescere ed ora, non sa che cosa fare : per lui, è una situazione nuova a cui far fronte ed è anche scioccante perché mette a repentaglio tutte le sue sicurezze.

Attività in crisi: gli errori che si commettono in questa fase.

Il primo elemento/errore comune in ogni azienda (specie in quelle piccole e medie), è quello rimandare e prendere tempo in attesa che cambi qualcosa.
Questo procrastinare, porta conseguentemente a due conseguenze:
perdere tempo utile per mettere in atto delle contromisure;
indebitare l’azienda ulteriormente e ridurre le risorse interne.
E’ proprio in questi primi mesi di difficoltà che l’impresa comincia a rinviare i pagamenti nei confronti dei fornitori, degli enti previdenziali e va anche ad aumentare la sua esposizione con il sistema bancario.
Questa, è la fase in cui le imprese cercano di resistere in attesa di veder cambiare qualcosa.

Gestire la crisi: PRENDERE DECISIONI.

In questa fase, è fondamentale prendere atto del problema ed assumere iniziative: SUBITO!
E’ proprio questo il momento in cui le imprese rimangono paralizzate, aumentano l’esposizione debitoria e rischiano LO STRANGOLAMENTO per i debiti accumulati con gli enti previdenziali e per le imposte non pagate.
Mettere in campo una strategia di gestione nuova che tenga conto della nuova situazione, può permettere all’impresa di sopravvivere e superare anche una fase prolungata di crisi.
Altrimenti, si rischia di bruciare le risorse interne in breve tempo ed IMMOBILIZZARE L’AZIENDA in poco tempo.
E per gestione della crisi, si intende anche prendere in considerazione quelle decisioni dolorose ma necessarie come i tagli dei costi fissi e di alcuni rami aziendali che al momento non hanno prospettive.

Imprese in crisi: come uscirne.

La testimonianza di due piccoli imprenditori:

‘Per oltre 18 anni sono stato il titolare di una piccola ditta che commerciava prodotti per negozi e piccole rivendite.
Negli ultimi quattro anni di attività, a causa anche dell’arrivo di un grosso concorrente, ho cominciato a perdere moltissimi clienti.
Per la verità, già da tre o quattro anni prima, il mio fatturato non era più in crescita, anzi l’anno prima dell’arrivo del competitor, avevo perso il 5% rispetto all’anno antecedente.
L’aspetto più evidente, già da tempo, era invece il sempre maggior ritardo nei pagamenti delle fatture che io avevo emesso.
Da una media di sessanta giorni dieci anni fa, siamo arrivati ad una media di 120/150 giorni l’ultimo anno.
Per non parlare degli insoluti che sono cresciuti parecchio anno dopo anno.
Nei vari anni di gestione, ho cercato di ridurre i costi, di offrire maggiori dilazioni ai miei clienti ma alla fine, ho solo peggiorato la situazione e mi sono arreso in mezzo ai debiti ed agli insoluti.
Purtroppo, non ho voluto prendere atto che all’arrivo del grosso concorrente per me era finita.
Ho invece insistito, bruciando risorse e facendo ulteriori debiti.
Il mio errore, è stato quello tipico di un commerciante che non ha voluto guardare alla realtà. Purtroppo, quando le cose non vanno, bisogna prendere atto e non resistere ad ogni costo se non ci sono più le condizioni.
Se avessi cambiato settore o avessi comunque diversificato per tempo, avrei sicuramente salvato la mia impresa.
Invece, preso dalla paura, dalla tensione, non ho ragionato e questo, è stato il mio errore.’

Ascoltiamo ora un altro esempio ma con esito opposto:

‘Sono un imprenditore che ha aperto e gestito diverse attività.
Posso raccontarvi un episodio di 8 anni fa.
In quel periodo, gestivo una pizzeria, una palestra ed un’attività di servizi assieme a mia moglie.
La palestra già da un anno era in flessione come fatturato e l’apertura di altri due centri nell’ultimo anno, mi aveva costretto anche a ridurre le tariffe e fare promozioni ad hoc per tenermi i clienti.
Avevo saputo che in un fondo commerciale a cinquanta metri dalla mia pizzeria al taglio, avrebbe aperto nei mesi a venire una nuova pizzeria al taglio.
Stavano ancora trattando la buona uscita con il precedente locatario con cui i titolari del fondo erano in causa da tempo ma era solo questione di tempo.
Fra 6 mesi, mi sarei trovato un concorrente in grado di sottrarmi potenzialmente il 40, 50% del mio giro di affari.
Sino ad oggi, avevo lavorato discretamente ma sicuramente, non avrei potuto reggere la presenza di un’latra pizzeria.
Ne avevano già aperta un’altra due anni a duecento metri dalla mia ed il mio fatturato in quel periodo era calato del 10%.
Ora, rischiavo come minimo di perdere il 30% ed oltre.
Da qualche mese, mi frullava nella mente di potenziare l’attività di servizi che tra l’altro, in tre anni di attività era in forte crescita.
Nel giro di 4 mesi, prima che inaugurasse la nuova pizzeria, vendetti la mia pizzeria ad un prezzo interessante.
Una parte del ricavato lo utilizzai per sviluppare la mia attività di servizi che così ha potuto allargarsi e crescere bene.
Ho abbandonato l’attività senza futuro (la pizzeria) e prima di perdere altri clienti e veder ridurre il fatturato, ho ceduto la palestra ed il suo pacchetto clienti e mi sono così concentrato su un’attività nuova che sto avviando ora e dove al momento non c’è molta concorrenza.
Sono un buon osservatore ed appena ho visto con preoccupazione che le prospettive future erano grige, ho deciso di assumere delle decisioni a malincuore ma se guardate con razionalità erano necessarie.
Anche mia moglie che all’inizio era veramente perplessa di tutti questi cambiamenti dopo tanti sacrifici ad avviare le nostre attività, ha poi capito che era la scelta giusta da fare.’

Dai due esempi, è chiaro che il primo modo di gestire è stato funesto a causa della mancata pianificazione e capacità/volontà di capire la situazione reale di fronte alla quale era necessario dare una risposta immediata e non tergiversare..
Dare risposte emotive o semplicemente non dare nessuna risposta, porta poi ai risultati che abbiamo visto.
Nel secondo caso, l’imprenditore ha saputo gestire la paura/preoccupazione usandola per trovare soluzioni alternative che gli hanno permesso non solo di uscirne bene ma di ripartire con una nuova attività.

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